FRATELLI

Chi ha la meglio tra i fratelli? Il più grande o il più piccolo? Nessuno dei due! Vincono a giorni alterni; nei giorni pari tocca al più grande, mentre nei giorni dispari spetta al più piccolo.

Noi mamme lo sappiamo benissimo che i litigi dei nostri figli sono quelle situazioni più difficili da gestire.

Siamo sempre “accusate” di difendere solo lui, il più piccolo! Il più grande sostiene che prendiamo sempre le difese del fratellino, mentre lui deve subire sempre le nostre lamentele… che vitaccia la nostra!

E’ una lite senza fine! Lei vuole mettere nella sua carrozzina la sua bambola, lui invece il suo peluche preferito. Entrambi iniziano a tirare la carrozzina ognuno verso di sè, ed ecco che… la copertina sbalza fuori, la cappottina si piega e per poco non si stacca anche una ruota.

Lei si mette a piangere e urla che la carrozzina è sua, lui la spintona e grida che anche il suo peluche deve “riposare” perché il giretto con la carrozzina non lo ha mai fatto, mentre la bambola lo fa tutti i giorni.

Era tutto il pomeriggio che litigavano e sopportarli ancora non ce la facevo proprio più. Avrei voluto chiudermi in bagno e farmi una doccia energizzante. Entrai invece in camera loro e gli gridai di non giocare più con la carrozzina se non arrivavano ad un compromesso. Non ebbe successo perché continuarono a urlare e darsi spintoni. Erano insopportabili!

Un pò innervosita, ma con voce calma e ferma gli suggerii di fare dei turni; un giro per uno con la carrozzina o l’avrei portata via. Si guardarono negli occhi e poi decisero che era il turno del peluche: due giri nel soggiorno, corridoi e cameretta e poi sarebbe toccato alla bambola.

Non è sempre facile condividere gli stessi giochi o stare insieme nella stessa cameretta, ma si sa che “Fratelli e sorelle male si dicono e bene si vogliono.

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CAPRICCI

Come mamma sono consapevole che i capricci di mio figlio sono una grande “seccatura”, iniziano all’improvviso e non finiscono mai!

COSA FACCIO?

  1. Gli spiego che non ci si comporta così;
  2. Con molta PAZIENZA gli rispiego che deve smetterla;
  3. Trattengo il respiro per non innervosirmi e con molta calma e determinazione lo supplico di finirla;
  4. Dopo dieci minuti gli urlo “ubbidisci subito”…!?!

Macché! Lui rimane impassibile e non dà segno di cedere. La mia pazienza inizia a traballare… allora urlo più forte! Niente, fa finta di non sentirmi. . Lo metto in castigo… fatica sprecata! So già che questa scena, domani si ripeterà di nuovo.

Che strazio! Mi sento esausta!

Basta! cambio tattica. Con molta calma e determinazione gli dico che conto fino a tre e poi spengo la televisione se non viene subito a mangiare a tavola.

Un momento di panico, silenzio totale e… EUREKA! Mio figlio è corso subito a tavola e ha mangiato in poco tempo, ma non importa perché ciò che conta e come dice il proverbio:

TUTTO BENE CIO’ CHE FINISCE BENE

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